IYØCG

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Castel Gandolfo (Roma) – JN61HR

Stazione attiva dal 2020 e gestita dalla Sezione ARI Castelli Romani

Referente: IKØNOJ Daniele Dei

 

 

La Storia del sito di Castel Gandolfo

Castel Gandolfo è un cittadina nell’area dei Castelli Romani, a sud di Roma distante da questa 19 Km. E’ situata su un’altura attorno al cratere del lago Albano ad un altezza media di 400 metri sul livello del mare.

Castel Gandolfo è famosa nel mondo per la presenza delle Ville Pontificie, frequentate per la villeggiatura dai papi: i pontefici erano soliti recarsi a Castel Gandolfo almeno una volta l’anno, d’estate. Il complesso delle Ville Pontificie si estende su un’area di oltre 55 ettari in cui è parte integrante il Palazzo Papale.

Il Palazzo Papale venne edificato a partire dal 1628 su iniziativa di papa Urbano VIII e progetto di Carlo Maderno per il restauro e l’ampliamento dell’antico castello medioevale dei Duchi Gandolfi e poi del palazzo baronale dei Savelli. L’attuale aspetto urbanistico del borgo, la cui forma sarà in funzione del Palazzo Pontificio, è voluta da Alessandro VII (1655-1667) nel 1660 che, oltre all’ingrandimento del Palazzo Pontificio, vide la sistemazione, secondo il progetto dell’ Architetto Gian Lorenzo Bernini, della piazza papale, (odierna piazza della Libertà) con la costruzione della chiesa dedicata a San Tommaso da Villanova e l’inserimento della fontana, il borgo cosi si trasforma e si amplia. Gli ultimi lavori di risanamento e ristrutturazione risalgono al 1930.

Il Palazzo Pontificio in cartolina postale degli anni '30

Nel 1929 con i Patti Lateranensi, tutto il complesso delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, viene incluso tra le zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia, ‘area extraterritorialità della villa pontificia. Il territorio annesso alla villa sarà in seguito esteso con la ratifica contenuta nella Legge 21 marzo 1950, n. 178.

Nel 1934, inoltre, lo stesso pontefice fece allestire all’ultimo piano del Palazzo Apostolico, sotto la torre, la sede dell’osservatorio astronomico vaticano, noto anche come Specola Vaticana.

Nel 1944 il complesso delle Ville Pontificie diede riparo alle popolazioni di Marino, Albano, Ariccia e Genzano che si ritrovarono di colpo catapultati nelle retrovie del fronte tedesco sotto i bombardamenti ango-americani.

Solo nel 2016 Papa Francesco decide di aprire nuovamente al pubblico l’intero complesso delle Ville Pontificie, rendendolo un museo.

Castel Gandolfo è nota anche per un primato mondiale. Nell’allora piazza papale (P.za della Libertà) è stata collocata nell’anno 1820 la prima casetta postale al mondo.

La data è certificata dai documenti originali della delibera Comunale datata 23 novembre 1820, delibera in originale è oggi custodita nel museo postale dell’Eur, questo documenta certifica senza alcun dubbio il primato (fonte www.fondazioneproposta.it/museo/la-posta/la-prima-cassetta-postale).

 

Gli esperimenti di Guglielmo Marconi a Castel Gandolfo

La collaborazione tra Guglielmo Marconi e la Santa Sede continuò anche dopo la costruzione della Radio Vaticana che entrò in funzione il 12 febbraio del 1931.

Nei mesi a seguire verranno raggiunti ottimi risultati nelle trasmissioni sulle frequenze ultracorte.

A Santa Margherita Ligure vennero condotte delle dimostrazioni alla presenza delle autorità e della stampa su un sistema radio full-duplex su lunghezza d’onda anche più corte di 63 cm capace di raggiungere tranquillamente distanze di 18 km.

Questo nuovo sistema di comunicazione attirò l’attenzione di Papa Pio XI il quale chiese allo stesso Marconi di progettarlo e realizzarlo per mettere in comunicazione la Città del Vaticano con la residenza papale di Castel Gandolfo per essere utilizzato come una linea di comunicazione diretta e in modo permanente tra i due siti.

Papa PIO XI – Il Papa visita le apparecchiature del “ponte radio” in Vaticano

Marconi si dedicò con impegno a questa richiesta in quando avrebbe avuto possibilità di un riscontro sul reale comportamento delle comunicazioni su una distanza prossima ai 20 Km interamente su terra e non con la presenza del mare come avvenuto fino ad allora durante le sperimentazioni in Liguria.

Le stazioni radio vennero realizzate dalle officine Marconi di Genova ed istallate a partire da novembre 1931 dall’ing. Isted per quella di Castel Gandolfo e dal tecnico Carbonetto e dall’ufficiale RT dell’Elettra Ricciardi per quella del Vaticano (quest’ultimo nel giro di pochi anni lascerà il servizio a bordo dell’Elettra per essere assunto come tecnico alla Radio Vaticana).

La stazione al Vaticano viene allestita in prossimità dell’edificio di Radio Vaticana la cui direzione verso Castel Gandolfo era anche parzialmente coperta dagli alberi dei giardini vaticani. Quella a Castel Gandolfo direttamente su uno dei terrazzi del palazzo Papale da cui era possibile avere libera visuale verso Roma. Dopo la prima serie di esperimenti e prove in entrambi i siti anche ad opera dello stesso Marconi, finalmente l’ 11 febbraio 1933, in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi, fu inaugurato il primo sistema stabile di comunicazione full-duplex a onde cortissime, tra il Vaticano e

Castel Gandolfo. Quel giorno, l’omaggio al Papa fu letto al microfono in Castel Gandolfo dal vescovo ausiliare di Albano che parlava a nome di quelle popolazioni, e Pio XI lo ascoltò in Vaticano dall’altoparlante.

L'impianto sulle frequenze ultracorte installato alla Città del Vaticano.
Una copia gemella era anche a Castel Gandolfo

Nel 1935 Marconi chiede la collaborazione al Vaticano per poter utilizzare la stazione di Castel Gandolfo per trasmettere verso Torre Chiaruccia, distante ben 75 Km al limite della portata ottica. Viene inviato il tecnico e RT sig. Ricciardi.

Dal 1936, per quasi un anno intero, utilizzando un nuovo impianto radio sempre sulle frequenze ultracorte, venne condotto un programma di sperimentazione giornaliero di trasmissioni e ricezioni, con il laboratorio di Torre Chiaruccia a Santa Marinella, per testare il comportamento della propagazione su queste frequenze tenendo conto di tutte le condizioni atmosferiche (pressione, umidità, temperatura, stato del cielo) sia in ore diurne che notturne. Il collegamento tra le due stazioni era sempre possibile, cattive ricezioni erano spesso dovute a forte vento o pioggia che si ripercuotevano meccanicamente sulle antenne e gli apparati esterni.

Il collegamento tra Castel Gandolfo e la Città del Vaticano venne utilizzato anche per portare la voce del Papa sulle frequenze di diffusione di Radio Vaticana, come quello del 2 settembre 1938, che destò profonda impressione, con il Papa che da Castel Gandolfo invocava la pace, mentre nei cieli d’Europa si infittivano le nubi foriere di guerra.

 

La stazione radioamatoriale IYØCG

La stazione radioamatoriale IYØCG di Castel Gandolfo nasce a marzo 2020 a seguito dell’interessamento della sezione ARI Castelli Romani per portare l’interesse della comunità radioamatoriale mondiale e delle istituzioni del territorio su questo importante sito marconiano che ha contribuito a far crescere le prime comunicazioni radio nel campo delle microonde.

La stazione sarà attiva già dal prossimo International Marconi Day del 2021 grazie al contributo dei soci della Sezione. In occasione del prossimo Marconi Day, sarà allestita una stazione in prossimità del parco delle ville pontificie di Castel Gandolfo in grado di poter effettuare attività in HF. Sarà attiva anche in banda UHF a scopo rievocativo con le altre stazioni dei siti marconiani dove furono sperimentate le onde ultracorte dal 1931 al 1937.

 

La cartolina QSL di IYØCG

 

 

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